Come i mutamenti climatici cambiano il mondo del vino

La Catalunya è una regione veramente affascinante…

In un’oretta di macchina puoi passare dalla caotica e sempre attiva Barcelona, e la sua Fiesta Mayor de Gracia, alla tranquillità della Costa Brava dove puoi fare immersioni in un mare con dieci tonalità di azzurro e verde.

E capita durante un pranzo a base di cucina italiana e Rioja, abbinamento tra l’altro spettacolare, di chiacchierare su come i cambiamenti climatici possano cambiare il mondo del vino. I partecipanti a questa tavola rotonda, tutti collaboratori dell’UAB di Barcelona, mi hanno gentilmente segnalato una pubblicazione uscita a tal proposito.

“Climate Change impact on wine” è un articolo del The Press Democrat, il quotidiano più diffuso nel Nord della California, e racconta come i mutamenti climatici cambiano il mondo del vino e gli interventi messi in atto dagli enologi americani per porre rimedio alle nuove condizioni che stanno investendo i vigneti californiani. Un monito ad aver più cura del nostro pianeta per preservare le tipologie di coltivazione autoctone, preferendo sistemi di coltivazione e metodologie produttive meno impattanti sul sistema ambiente, come ad esempio il biologico.

Vi lascio il link per poter leggere l’articolo in lingua originale, ed una traduzione in italiano con alcune note per meglio comprendere il testo ed i riferimenti. Buona lettura…

The Press Democrat

Climate change impact on wine

By DAN BERGER
FOR THE PRESS DEMOCRAT
Wednesday, August 8, 2012
♣♣♣

Traduzione dell’articolo

Il tema caldo del giorno, letteralmente, è il tempo e come sta cambiando.

Le estati sono generalmente calde, gli inverni sono più freddi e in un prevedibile futuro il cambiamento climatico influenzerà molte persone in tutto il mondo, soprattutto in peggio.

Questo perché i piani di emergenza sono costosi e molte delle economie del mondo sono traballanti. E in molte aree del mondo risolvere i problemi legati ai cambiamenti climatici non è mai stata una spesa da prendere in considerazioni nel bilancio di molte industrie.

Una di queste è l’industria del vino, dove alcune cose curiose stanno accadendo.

Innanzitutto le regioni un tempo considerate con climi freddi per la coltivazione delle uve sono ora viste non come fredde, ma dalle temperature moderate. E questo ha cambiato il modo in cui viene fatto il vino.

Un esempio potrebbe essere la regione dell’East Coast e gli stati del Midwest, dove i consumatori stanno vedendo nascere alcuni tra i migliori vini che le cantine abbiano mai fatto. Vini da Ohio, Michigan, Virginia, New York e Pennsylvania sono ora a confronto con alcuni dei migliori vini in America.

Un altro esempio è della California Carneros, un’importante area viti-vinicola a sud delle contee di Napa e Sonoma, caratterizzata dal clima fresco, peculiare per le uve chardonnay e pinot nero.

Negli ultimi dieci anni, abbiamo visto crescere i livelli di maturazione in questi vini e, anche se rimangono sostanzialmente simili agli anni passati in termini di stile, abbiamo visto molti vini crescere in percentuale alcolica, in parte dovuta all’aumento delle temperature medie.

Lo stesso vale per le regioni più fredde come Santa Lucia Highlands a Monterey County, l’area a sud di San Luis Obispo County, le colline di Santa Rita presso Santa Barbara, e la zona ad ovest del Russian River.

Ma i consumatori di vino della California stanno ora provando un ritorno al passato con le ultime versioni dei vini delle annate 2010 e 2011.

Entrambi gli anni erano inaspettatamente freschi, probabilmente legati al fatto dei cambiamenti climatici globali. Un clima talmente fresco che alcuni produttori dichiararono di  essere ricorsi a misure estreme per riuscire a produrre buoni vini.

Anche se erano annate diverse, entrambe avevano visto stagioni estive che non raggiungevano sostanzialmente le temperature elevate previste a cui si affidano a produttori di vino per una piena maturazione. Nel 2010, alcuni enologi ed agronomi, si sono preoccupati seriamente e sono dovuti intervenire sui vitigni e sulla vinificazione con metodologie dedicate ai vini più erratici, più di quanto non era mai stato fatto.

Alcuni vini sono risultati alla fine eccellenti, alcuni non lo erano.

Nel 2011 era semplicemente un estate fresca, ma le esperienze di apprendimento rispetto all’anno precedente e altri fattori hanno contribuito a rendere alcuni vini stellari ed in generale è stato un anno eccellente per vini equilibrati.

Nel 2010 e nel 2011 alcuni produttori di vino della California erano preoccupati per i sapori che avrebbero ottenuto dai loro vini e che i consumatori non avrebbero gradito. Molti finito per ricorrere a trattare i loro uve rosse al con il sistema flash détente.

Il sistema flash détente, sviluppato in Francia nel 1990, tratta le uve rosse in un modo da dar loro una migliore colorazione e rimuovere gli elementi organici che i produttori di vino non desiderano utilizzare.

In generale, 2010 e 2011 sono i vini più strutturati rispetto ai primi anni del 2000, in cui gli acidi erano notevolmente inferiori.

(…)

Note:
Dan Berger vive nella contea di Sonoma, dove pubblica “Esperienze d’epoca”, una newsletter sul vino settimanale. Potete scrivergli a winenut@gmail.com.

Un ringraziamento a Lorenzo e Marisol per l’ospitalita’ e a Sandra per avermi segnalato l’articolo.

🙂

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)
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