Perchè la polenta si taglia col filo?? Dalle cucine di Cantina La Costa la risposta…

La polenta tagliata con il filo

 Alzi la mano chi, durante un pranzo di famiglia magari nelle ultime festività, non ha sentito il nonno che simpaticamente brontolava perchè tagliavate la polenta con il coltello…

E pensare che per far bella figura avevate preparato una lama in legno per essere più vicini alle tradizioni!

Eppure chi ha l’età per poter dire di aver visto tagliare la polenta con il filo di cotone, non ha tutti i torti!

M facciamo prima un passo indietro e proviamo a “definire” cos’è la polenta.

Vi si potrebbero scrivere trattati interi su quest’antichissimo piatto della tradizione del nord Italia, vero e proprio cuore delle nostre cucine. In Veneto è gialla o bianca a seconda delle zone e dei piatti che andrà ad accompagnare, in Lombardia ed in Friuli la troviamo anche in versione saracena con cereali appositamente macinati, in Piemonte riscopriamo varietà autoctone come la Pignoletto dalla graniglia più rossa.

Le stesse preparazioni sono infinite visto che, essendo un piatto povero, toccò ai nostri nonni testare tutte le varianti possibili e gli abbinamenti più buoni: in Veneto è leggendaria la Polenta Onta, che accompagna solitamente la cacciagione, in Val d’Aosta si prepara la Polenta Concia miscelata alla fontina e ad una dose massiccia di burro di malga per renderla più appetitosa, oppure ancora la Impastizada, la Infasiolà, quella con i Funghi e il Formaggio Pincion, la Polenta e Baccalà alla vicentina

Ma la “piccola luna in un cerchio di vapori (come la cita Manzoni nel capitolo IV dei Promessi Sposi, NdA) era innanzitutto un mezzo fondamentale per la sopravvivenza della gente di campagna. Un tempo la si impiegava a tutto tondo nei pasti della giornata: dalla colazione tuffata nel latte all’accompagnamento dei piatti, talvolta un po’ scarsini, che venivano preparati nelle tavole delle famiglie.

Come non citare la Polenta e renga, piatto ancora molto amato qui in Veneto che viene spesso raccontato da chi ha vissuto tristemente la guerra. Davanti agli occhi dei nonni c’è ancora la renga (aringa salata o affumicata, NdA) appesa alla trave del soffitto che, nei giorni di festa, veniva finalmente staccata, arrostita nel focolare ed immersa nell’olio. Ci si sedeva poi  a tavola e si aspettava l’arrivo del pesce, sempre purtroppo troppo piccolo per gli appetiti dei commensali, e si bagnava a turno la propria fetta di polenta nel aringa intrisa d’olio…

Ma torniamo alla nostra domanda principe… Perchè la polenta si taglia col filo?? Dalle cucine di Cantina La Costa la risposta…

Il motivo è molto semplice. La polenta per la sua natura è una preparazione che può essere fatta sia con farine di grana fina, ad esempio la polenta di farina bianca, oppure con farine di grana più grossa e grezza, ad esempio la farina gialla o di grano saraceno. In entrambi i casi una piccola nota di granuloso rende solitamente la fetta molto più appetitosa. E questa granulosità viene garantita im maniera migliore dal taglio con il filo di cotone rispetto a quello con una lama di metallo.

Non solo… Se dobbiamo preparare la polenta per rielaborarla ancora, ad esempio per la Polenta Onta, che viene fritta successivamente nell’olio, il taglio più granuloso del filo ne permette una migliore cottura e quindi una più golosa crosticina, rispetto al taglio preciso di una lama che rende la fetta liscia e quasi impermeabile all’olio.

Provate per credere…

La polenta da piatto poverissimo è diventata una pietanza da Gran Gourmet, per la sua bontà e grande versatilità che ne consente l’impiego dall’aperitivo al più sfizioso dei dolci. Dedicatele una piccola attenzione in più ogni tanto, la renderà ancor più appetitosa e accontenterete i vostri nonni che potranno condividere con voi qualcosa del loro passato…

E in più, se vuoi, leggi e scarica il brano dei Promessi Sposi dove la polenta viene descritta come una piccola luna in un cerchio di vapori. Magari finché scegli uno dei nostri vini rossi per meglio abbinarla alle carni da mettere sul focolare la prossima volta o mentre assaggi un buon formaggio invecchiato:

→ Alessandro Manzoni e la Polenta nei Promessi Sposi

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Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)
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