Una ricetta: un rimedio ottimo per il raffreddore, il Vin Brulè

Il Vin Brulè

Brrrrrrr….

Da alcuni giorni è iniziato a fare veramente fresco e con l’arrivo delle gelate mattutine e delle serate umide ecco che arriva un bel raffreddore.

Ed ora?? Cosa prendiamo?? Invece delle solite aspirine provate un rimedio molto più semplice, naturale e che si tramanda dai tempi degli antichi Romani.

Allora si chiamava  Conditum Paradoxum, un vino speziato romano la cui antica ricetta è stata trascritta nelle pagine del Re Coquinaria di Apicio.

Il Vin Brulè oggi lo si trova in tutto il mondo ed è una bevanda che con le giornate fredde mette subito voglia di berne un bicchiere od una tazza. E’ dolce, aromatica, va servita naturalmente calda non appena preparata ed ha ottime proprietà dissetanti, corroboranti e disinfettanti.

Vi regaliamo una buona ricetta per poter preparare un ottimo Vin Brulè, provata nelle nostre cucine di Cantina La Costa…

Vin Brulè (Mulled Wine)

Ingredienti:

  • un’arancia Biologica e non trattata;
  • un limone Biologico e non trattato;
  • due stecche di cannella per tisana;
  • otto chiodi di garofano;
  • noce moscata;
  • 200 g. di zucchero;
  • un litro di buon vino corposo.

…a vostro piacere potete aggiungere:

  • un pezzetto di una stecca di vaniglia;
  • due/tre grani di pepe nero;
  • due/tre grammi di macis (fiore della noce moscata, più delicato nel gusto)

≈≈≈

Preparazione:

Iniziamo mettendo in una buona pentola di acciaio dai bordi alti le spezie selezionate. Aggiungete la scorza del limone e dell’arancia Bio facendo in modo di pelarle senza la parte bianca della buccia. Unite infine lo zucchero e mescolate brevemente il composto attendendo qualche minuto affinché lo zucchero assorba i profumi delle spezie e degli agrumi.

Unite il vino rosso al tutto e ponete sul fuoco dolce mescolando per bene. L’importante in questa fase è portare dolcemente ad ebollizione il vino, in quanto una temperatura eccessiva rischierebbe di bruciarlo. Una volta giunto ad ebollizione lasciatelo sobbollire per cinque minuti mescolando fino al completo scioglimento dello zucchero.

Passati i minuti necessari allo scioglimento dello zucchero, avvicinatevi alla superficie del vino, facendo molta attenzione a non scottarvi: l’alcol contenuto nel vino prenderà fuoco. Lasciatelo fiammeggiare fino al completo spegnimento.
Quando il fuoco si sarà spento, filtrate il Vin Brulè con un colino a maglie fittissime e servitelo fumante.

Servitelo in tazze di ceramica o in bicchieri di vetro temprato, vi sconsigliamo i bicchieri in vetro normale in quanto il calore del Vin Brulè potrebbe farli saltare.

Posologia:

Il Vin Brulè è un buon rimedio contro il raffreddore. La bevanda deve essere molto calda. Tra i sorsi è utile respirare i vapori aromatici, che Iiberano il naso chiuso. Il Vin Brulè deve essere bevuto poco prima di dormire, perchè al caldo, nel letto, va avanti l’azione delle spezie e del vino caldo, e tutto ciò provoca una leggera sudorazione e un senso di calore, effetti che costituiscono una cura naturale contro il raffreddore.

Un po’ di storia:

Vi lasciamo anche la ricetta del Conditum Paradoxum romano, così potrete leggere come preparavano il vino speziato le popolazioni romane più di duemila anni fa… Magari con la vostra tazza di Brulè bollente in mano. Occhio a non scottarvi…

Il Conditvm Paradoxv

Dedicato a Sara che oggi è a letto con l’influenza… Picinina!

🙂

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)
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Perchè la polenta si taglia col filo?? Dalle cucine di Cantina La Costa la risposta…

La polenta tagliata con il filo

 Alzi la mano chi, durante un pranzo di famiglia magari nelle ultime festività, non ha sentito il nonno che simpaticamente brontolava perchè tagliavate la polenta con il coltello…

E pensare che per far bella figura avevate preparato una lama in legno per essere più vicini alle tradizioni!

Eppure chi ha l’età per poter dire di aver visto tagliare la polenta con il filo di cotone, non ha tutti i torti!

M facciamo prima un passo indietro e proviamo a “definire” cos’è la polenta.

Vi si potrebbero scrivere trattati interi su quest’antichissimo piatto della tradizione del nord Italia, vero e proprio cuore delle nostre cucine. In Veneto è gialla o bianca a seconda delle zone e dei piatti che andrà ad accompagnare, in Lombardia ed in Friuli la troviamo anche in versione saracena con cereali appositamente macinati, in Piemonte riscopriamo varietà autoctone come la Pignoletto dalla graniglia più rossa.

Le stesse preparazioni sono infinite visto che, essendo un piatto povero, toccò ai nostri nonni testare tutte le varianti possibili e gli abbinamenti più buoni: in Veneto è leggendaria la Polenta Onta, che accompagna solitamente la cacciagione, in Val d’Aosta si prepara la Polenta Concia miscelata alla fontina e ad una dose massiccia di burro di malga per renderla più appetitosa, oppure ancora la Impastizada, la Infasiolà, quella con i Funghi e il Formaggio Pincion, la Polenta e Baccalà alla vicentina

Ma la “piccola luna in un cerchio di vapori (come la cita Manzoni nel capitolo IV dei Promessi Sposi, NdA) era innanzitutto un mezzo fondamentale per la sopravvivenza della gente di campagna. Un tempo la si impiegava a tutto tondo nei pasti della giornata: dalla colazione tuffata nel latte all’accompagnamento dei piatti, talvolta un po’ scarsini, che venivano preparati nelle tavole delle famiglie.

Come non citare la Polenta e renga, piatto ancora molto amato qui in Veneto che viene spesso raccontato da chi ha vissuto tristemente la guerra. Davanti agli occhi dei nonni c’è ancora la renga (aringa salata o affumicata, NdA) appesa alla trave del soffitto che, nei giorni di festa, veniva finalmente staccata, arrostita nel focolare ed immersa nell’olio. Ci si sedeva poi  a tavola e si aspettava l’arrivo del pesce, sempre purtroppo troppo piccolo per gli appetiti dei commensali, e si bagnava a turno la propria fetta di polenta nel aringa intrisa d’olio…

Ma torniamo alla nostra domanda principe… Perchè la polenta si taglia col filo?? Dalle cucine di Cantina La Costa la risposta…

Il motivo è molto semplice. La polenta per la sua natura è una preparazione che può essere fatta sia con farine di grana fina, ad esempio la polenta di farina bianca, oppure con farine di grana più grossa e grezza, ad esempio la farina gialla o di grano saraceno. In entrambi i casi una piccola nota di granuloso rende solitamente la fetta molto più appetitosa. E questa granulosità viene garantita im maniera migliore dal taglio con il filo di cotone rispetto a quello con una lama di metallo.

Non solo… Se dobbiamo preparare la polenta per rielaborarla ancora, ad esempio per la Polenta Onta, che viene fritta successivamente nell’olio, il taglio più granuloso del filo ne permette una migliore cottura e quindi una più golosa crosticina, rispetto al taglio preciso di una lama che rende la fetta liscia e quasi impermeabile all’olio.

Provate per credere…

La polenta da piatto poverissimo è diventata una pietanza da Gran Gourmet, per la sua bontà e grande versatilità che ne consente l’impiego dall’aperitivo al più sfizioso dei dolci. Dedicatele una piccola attenzione in più ogni tanto, la renderà ancor più appetitosa e accontenterete i vostri nonni che potranno condividere con voi qualcosa del loro passato…

E in più, se vuoi, leggi e scarica il brano dei Promessi Sposi dove la polenta viene descritta come una piccola luna in un cerchio di vapori. Magari finché scegli uno dei nostri vini rossi per meglio abbinarla alle carni da mettere sul focolare la prossima volta o mentre assaggi un buon formaggio invecchiato:

→ Alessandro Manzoni e la Polenta nei Promessi Sposi

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Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)

Nuove Offerte 2012 di Cantina La Costa

Offerte 2012 di Cantina La Costa

Gennaio…

Tempo dei grandi piatti dell’eno-gastronomia italiana: dalle carni rosse alla selvaggina, dagli straordinari formaggi stagionati ai dolci della tradizione veneta…

Abbinateli ai nostri grandi vini rossi ed al nostro Torcolato, approfittando delle nuove offerte 2012 di Cantina La Costa.

Le nostre offerte:

Rosso Passione:

per chi vuole dedicarsi i nostri quattro celebri vini rossi coltivati con criteri biologici…

Degustazione:

per dedicarsi una confezione vini ed arricchire la propria cantina con la gamma completa dei nostri vini…

Filo di Seta:

un box vini con la nostra annata 2007: Masot, Cormit, Sarco e Torcolato per arricchire la vostra collezione vini…

Masot:

un’offerta dedicata al Masot, il merlot barricato nobile ed elegante di Cantina La Costa.

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Divertitevi a scoprire le nostre Schede Tecniche di Degustazione e gli abbinamento con i vostri piatti.

…e poi, se avete bisogno di un consiglio, scriveteci pure o venite a trovarci in Villa Enrico, siamo come sempre a vostra disposizione per consigliarvi al meglio e proporvi le nostre offerte!

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)

2012 in Cantina La Costa! Nuovo indirizzo, nuovi vini, nuovi progetti…

Buon anno a tutti… E’ iniziato il 2012 è vi annunciamo la nostra prima di tante Novità che speriamo vivrete assieme a noi!

Il nostro Bio-Blog sta crescendo ogni giorno di più e questo ci stimola a ricercare e a raccontarvi tutte le notizie più interessanti e curiose dal mondo del vino e delle coltivazioni Biologiche.

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Ed ora potrete trovarci anche nel nostro nuovo indirizzo web:

www.cantinalacosta.com

Mettetelo nella vostra lista dei preferiti e dateci un’occhiatina ogni tanto, troverete un sacco di notizie, inviti ad eventi, racconti dei ragazzi di Casa Enrico, informazioni sui nostri vini e molto altro ancora…

Vi aspettiamo con il nostro sorriso migliore,

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)

CANTINA LA COSTA

...ti aspettiamo per una visita a Villa Enrico!

Punto Vendita e Degustazione:
Via Bordalucchi, 3 - Fara Vicentino (VI)
Tel. 0445-397080 (c/o Casa Enrico)
Fax. 0445-398266
P. IVA 03107780243

www.cantinalacosta.com

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA

Ente Certificatore: BIOS_S.r.l. - MAROSTICA (Vicenza)

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