Uno sguardo all’agricoltura, ma soprattutto alla viticoltura Biologica.

Uve biologiche

C’è aria frizzante nel mondo del vino, un forte fermento rivolto al mondo del biologico. I riflettori sono puntati sui vini provenienti da agricoltura biologica perché ci si sposta sempre di più su due caratteristiche, cioè la qualità e la salubrità.

Per quanto riguarda la salubrità questa è intesa come la garanzia che stappando una bottiglia di vino “biologico” ci sia una garanzia per i consumatori e in generale per l’ambiente. La qualità invece deve essere e viene intesa come tipicità, vitigni autoctoni e non ultima unicità del prodotto.

L’agricoltura biologica non va vista come un semplice approccio “romantico” di tutela dell’ambiente in contrapposizione alle tecniche convenzionali. Con la rinuncia all’impiego di molecole di sintesi e degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), rappresenta l’integrazione, su basi scientifiche, di tutti gli strumenti disponibili per ridurre gli input (comprese le molecole naturali) valorizzando la vocazionalità dell’ambiente e le difese naturali delle piante.

In nome della produttività ed abbagliato dalla corsa al profitto l’uomo ha dimenticato che il cibo e il vino sono un prodotto della Terra, e che la Terra chiede rispetto. Dal 1985 ad oggi è stata utilizzata più della metà dei fertilizzanti chimici mai prodotti nella storia dell’uomo, negli ultimi vent’anni abbiamo immesso nella Terra la stessa quantità di prodotti chimici prima impiegati in un secolo: una crescita esponenziale. Senza rifiutare la Scienza e le sue scoperte, bisogna chiederle di mettersi, con un atto di umiltà, sullo stesso piano di tante conoscenze troppo in fretta dimenticate o emarginate, figlie della pratica quotidiana e dell’esperienza, di conoscenze ancestrali e di rispetto.

“Quando beviamo un vino vero” – dice Nicolas Joly, pioniere della viticoltura bio nel mondo – “quando ci si commuove per sapori o aromi particolari, è in realtà un mondo remoto che si ammira. Un mondo remoto che le leggi della Terra trasformano in una qualità fisica, restituendo alla Terra tutte le sue facoltà. Grazie a un’agricoltura rispettosa e artistica, l’uomo svolgerà pienamente il suo ruolo”.

Il gusto del vino può essere unico e inimitabile soltanto se è la piena espressione del suo clima e del proprio territorio. Perché le viti assorbano le caratteristiche del territorio per mezzo delle loro radici,questo deve essere vivo, perché i lieviti assorbano il clima in tutte le sue molteplici sfaccettature (vento, topografia, luce, calore, ecc.) non devono venire a contatto con agenti chimici di sintesi. Quando il sito produttivo ha dato piena espressione di sé, grazie alla sua coltivazione mediante pratiche agricole sane, gli aromi creati artificialmente non sono più necessari.

Leggi e scarica i due articoli:

Uno sguardo all’agricoltura ma soprattutto alla viticoltura Biologica

Il mondo del Biologico oggi, un’indagine

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Un ringraziamento a:
Matteo Marzaro
University of Padua
Department of Environmental Agronomy
and Crop Sciences – Entomology
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