Auguri di Buon Natale da Cantina La Costa e Casa Enrico

Il presepe dei ragazzi di Casa Enrico a Fara Vicentino (VI)

Il Natale, è una festa che deve essere per tutti: grandi e piccini.

E’ fatta per stare insieme, per aspettare l’arrivo di un bimbo speciale e per ricordarsi ancora una volta quanto ci sia bisogno di bene e di pace in questo mondo…

Il Natale è per chi è ricco e chi è povero; lui, che è lassù e sta per nascere, non vuole distinzioni, non vuole litigi e non vuole ne conflitti e tanto meno l’odio. Quel piccolino vorrebbe che si facesse di più per la sua nascita, vorrebbe tante cose belle.

Da lassù lui ci vuole mandare un messaggio importante e speciale che dobbiamo impegnarci tutti a trovare. Proviamo ancora una volta a rendere felici noi e le persone che amiamo e trasformeremo questa giornata di festa in un momento che non dimenticheremo mai.

Vi auguriamo a nome di tutto lo staff di Cantina La Costa e soprattutto a nome di tutti i ragazzi ospiti di Casa Enrico un gioioso natale, sperando che vi porti tutta la serenità del mondo e che vi circondi un mare di sorrisi.

Vi aspettiamo inoltre nei prossimi giorni a Casa Enrico per visitare il presepe preparato interamente dai ragazzi speciali del Filo di Seta Onlus, preparato all’interno del nostro Casello Storico per la preparazione del formaggio… Si sono impegnati per mesi per riprodurre la Villa che ospita al Centro Diurno ed il risultato è veramente unico e da vedere.

Vi aspettiamo, e tanti auguri ancora di buon natale…

 
Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)
 

Orari per la visita al nostro presepe:

Martedi 27/12
Mercoledi 28/12
Giovedi 29/12
Lunedi 02/01
Martedi 03/01
Mercoledi 04/01
Giovedi 05/01
 
dalle ore 9:30 alle ore 16:00
 

Alcune foto del nostro presepe:

foto di Daniele Simonato

Casa Enrico nel presepe

Attrezzi di Lavoro

Un particolare

Le casette di contorno al presepe

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Racconti nel calice: La storia del malvasia

Malvasia in Cantina La Costa

Le feste di Natale sono in arrivo…

E mentre vi crogiolate nella scelta di tutti i regali e pensierini vari vorremmo invitarvi a leggere, per rilassarvi un po’, una storia di mercanti veneziani e vini pregiati, di galee che solcavano il Mediterraneo e nobili traditori con condanne inconsuete.

E assieme a queste storie vorremmo abbinarvi naturalmente il Malvasia (2010) che trovate in Cantina La Costa, qui in Villa Enrico a Fara Vicentino. Protagonista di questi racconti, ben si abbina con le sue note maliziose e sapide, rendendosi primo attore non solo nel calice ma anche nella lettura.

LA STORIA DEL MALVASIA

di R. Moro

Molti anni fa, in un piccolo porto greco del Peloponneso, chiamato Mononvasos, approdò una piccola galea commerciale veneziana… Ai marinai venne offerto un vino nuovo, che non avevano mai assaggiato: “provatelo…” — fece un abitante della cittadina —  “…ha proprietà medicamentose ed è dolce e aromatico”. Di che vino stiamo parlando?

Mononvasos, Mononvasias, Monemvasia, Monvasias

…ma del Malvasia naturalmente! I mercanti si innamorarono di questo nuovo vino, così particolare e profumato, dando inizio ad una tradizione lunga secoli che si può ancora incontrare nella Venezia di oggi, perdendosi fra le calli e le corti sconte: Calle del fabbro o della Malvasia, a San Barnaba; Sottoportico del Frutarol o della Malvasia, a San Felice; Calle de la Malvasia Vecchia… Sembra quasi una favola.

Ma come mai la malvasia fu tanto importante nei commerci veneziani?? In fondo per due motivi…

Il primo per il fatto che era molto apprezzata e ricercata nelle tavole e nei banchetti dei nobili della Serenissima, tanto da divenire di conseguenza uno dei vini più pregiati del tempo non solo in città, ma in tutta l’Europa medievale. Una moda ed un sinonimo di eccellenza così assoluta che porta con se numerosi aneddoti, il più famoso legato al Riccardo III di William Shakespeare: Giorgio Plantageneto,  I duca di Clarence, chiese per l’accusa di tradimento a lui rivolta, di poter morire annegato dentro il più nobile dei vini: in una botte di malvasia. Oppure al fatto che, durante le votazioni al Soglio Dogale, veniva servita ai senatori partecipanti al voto una merenda a base di biscotti dolci e Malvasia.

Il secondo per un fatto puramente commerciale e strategico. Che i veneziani del tempo fossero lungimiranti nelle rotte commerciali è cosa ben saputa, ma in questo caso la combinarono in maniera veramente molto astuta. L’Europa cristiana del ‘200 aveva bisogno di collegamenti veloci con la Terrasanta perché era in fermento la quarta crociata, e chi aveva navi a sufficienza per trasportare tutti i soldati su rotte sicure nel Mediterraneo e garantire il loro arrivo? Venezia naturalmente…

La Serenissima accolse con piacere di trasportare tutti i soldati pellegrini e lo fece sicuramente anche con un secondo scopo: questo le permetteva la via libera e quasi esclusiva per tutti i porti da casa a Costantinopoli e Medio Oriente, la libertà dai dazi doganali e la precedenza sulle trattative. Quanto bastava per importare, tra le varie merci preziose, il famoso Malvasia avendone l’esclusiva! Mica male i nostri nonni…

La richiesta di questo vino divenne così importante e rilevante da “obbligare” Venezia a creare un grande progetto di viticoltura nell’isola di Creta (Candia) dedicata a questo vitigno particolare. Da cui nacque appunto la rinomata Malvasia di Candia, di cui si trovano moltissime tracce negli archivi storici e commerciali e che permise ulteriori sviluppi commerciali in tutta Europa. La Malvasia lì prodotta durò fino alla seconda metà del 1600 quando Venezia perse l’isola di Creta sotto gli attacchi ottomani e dando il via pian piano alle diversificazioni delle malvasie che troviamo tuttora sulle nostre tavole, dovute ai nuovi territori di coltivazione: istriana, leccese, di Casorzo…

Molti di questi vigneti hanno acquisito caratteristiche proprie distintive, facendo evolvere i vini, ma una piccola curiosità che ancora affascinante ritrovare. Attualmente in Italia sono coltivate 16 qualità di malvasia, ma in molti casi le tipologie diverse di vigneto portano con se i ceppi originari  delle le malvasie di un tempo.

♣♣♣

Speriamo che leggere questo racconto, con accanto un buon bicchiere di malvasia, vi abbia fatto dare ogni tanto un occhiata veloce al vostro calice: per poter apprezzare ancor di più il prezioso vino contenuto e che ora, sperando di avervi incuriosito, magari conoscerete di più. Per tutto il resto vi aspettiamo come sempre qui in Cantina La Costa per una degustazione assieme e per acquistare i nostri magnifici vini.

Un saluto ed arrivederci al prossimo racconto…

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)

I veneti, l’ambra ed il torcolato…

Il Torcolato DOC Breganze di Cantina La Costa

I Veneti e l’ambra hanno sempre avuto un rapporto speciale…

Un po’ perchè fin dall’epoca romana eravamo tra i principali mercanti ed importatori di questa preziosa resina usata per la produzione di gioielli, un po’ perchè questa “pietra” ha sempre avuto un fascino particolare e misterioso per noi, con il suo colore giallo intenso e per il fatto di essere un monile caldo sulla pelle.

I veneti sono da sempre tra i principali protagonisti della Via dell’Ambra: una lunga rotta commerciale che unisce da oltre 2000 anni il Mar Baltico, dove si trovavano le ambre migliori, e le città di Aquileia e Venezia, dove veniva acquistata, lavorata o magari rivenduta ad altri mercati. Ancor oggi molte delle gioiellerie veneziane specializzate in questo elemento collaborano direttamente con i mercati della Lituania, Lettonia ed Estonia  per portare avanti questa lunga tradizione.

In questi giorni abbiamo preparato le bottiglie di Torcolato DOC Breganze… Una piccola quantità per le festività di Natale di uno dei vini più rinomati del panorama italiano. Mentre le imbottigliavamo e le vestivamo con etichette e capsuline oro sono rimasto affascinato dalla sua trasparenza gialla e dal suo senso di prezioso…

Una sensazione che riprovo ogni volta che prendo in mano la mia ambra grezza… Mi è stata regalata anni fa durante un festival di rievocazione e da allora faccio fatica a separarmene: anche lei è piccolina, gialla, trasparente ed è il frutto di molte mani che hanno lavorato per creare qualcosa di unico. Un po’ come il fascino che emanano le bottiglie del nostro Torcolato.

Quando avete un attimo da dedicarvi entrate nella sessione “I nostri vini” per scoprire la scheda tecnica di degustazione del nostro Torcolato… Leggetela, scaricatela e condividetela con tutti! Siamo come sempre portatori di un qualcosa di unico e vi aspettiamo qui in Villa Enrico per raccontarvelo ancor meglio, per mostrarvi il nostro lavoro e per servirvi come sempre dei vini fantastici.

Vi aspettiamo…

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)

Uno sguardo all’agricoltura, ma soprattutto alla viticoltura Biologica.

Uve biologiche

C’è aria frizzante nel mondo del vino, un forte fermento rivolto al mondo del biologico. I riflettori sono puntati sui vini provenienti da agricoltura biologica perché ci si sposta sempre di più su due caratteristiche, cioè la qualità e la salubrità.

Per quanto riguarda la salubrità questa è intesa come la garanzia che stappando una bottiglia di vino “biologico” ci sia una garanzia per i consumatori e in generale per l’ambiente. La qualità invece deve essere e viene intesa come tipicità, vitigni autoctoni e non ultima unicità del prodotto.

L’agricoltura biologica non va vista come un semplice approccio “romantico” di tutela dell’ambiente in contrapposizione alle tecniche convenzionali. Con la rinuncia all’impiego di molecole di sintesi e degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), rappresenta l’integrazione, su basi scientifiche, di tutti gli strumenti disponibili per ridurre gli input (comprese le molecole naturali) valorizzando la vocazionalità dell’ambiente e le difese naturali delle piante.

In nome della produttività ed abbagliato dalla corsa al profitto l’uomo ha dimenticato che il cibo e il vino sono un prodotto della Terra, e che la Terra chiede rispetto. Dal 1985 ad oggi è stata utilizzata più della metà dei fertilizzanti chimici mai prodotti nella storia dell’uomo, negli ultimi vent’anni abbiamo immesso nella Terra la stessa quantità di prodotti chimici prima impiegati in un secolo: una crescita esponenziale. Senza rifiutare la Scienza e le sue scoperte, bisogna chiederle di mettersi, con un atto di umiltà, sullo stesso piano di tante conoscenze troppo in fretta dimenticate o emarginate, figlie della pratica quotidiana e dell’esperienza, di conoscenze ancestrali e di rispetto.

“Quando beviamo un vino vero” – dice Nicolas Joly, pioniere della viticoltura bio nel mondo – “quando ci si commuove per sapori o aromi particolari, è in realtà un mondo remoto che si ammira. Un mondo remoto che le leggi della Terra trasformano in una qualità fisica, restituendo alla Terra tutte le sue facoltà. Grazie a un’agricoltura rispettosa e artistica, l’uomo svolgerà pienamente il suo ruolo”.

Il gusto del vino può essere unico e inimitabile soltanto se è la piena espressione del suo clima e del proprio territorio. Perché le viti assorbano le caratteristiche del territorio per mezzo delle loro radici,questo deve essere vivo, perché i lieviti assorbano il clima in tutte le sue molteplici sfaccettature (vento, topografia, luce, calore, ecc.) non devono venire a contatto con agenti chimici di sintesi. Quando il sito produttivo ha dato piena espressione di sé, grazie alla sua coltivazione mediante pratiche agricole sane, gli aromi creati artificialmente non sono più necessari.

Leggi e scarica i due articoli:

Uno sguardo all’agricoltura ma soprattutto alla viticoltura Biologica

Il mondo del Biologico oggi, un’indagine

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Un ringraziamento a:
Matteo Marzaro
University of Padua
Department of Environmental Agronomy
and Crop Sciences – Entomology

CANTINA LA COSTA

...ti aspettiamo per una visita a Villa Enrico!

Punto Vendita e Degustazione:
Via Bordalucchi, 3 - Fara Vicentino (VI)
Tel. 0445-397080 (c/o Casa Enrico)
Fax. 0445-398266
P. IVA 03107780243

www.cantinalacosta.com

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA

Ente Certificatore: BIOS_S.r.l. - MAROSTICA (Vicenza)

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