Carta o Non Carta?? Questo è il problema…

La nuova bottiglia in carta proposta da GreenBottle LTD

In questi giorni sta rimbalzando fra i vari blog e siti di informazione specializzati in vino una notizia “sensazionale”…

Un’azienda inglese sta lanciando una nuova proposta nel mercato per il packaging del vino: una bottiglia fatta interamente (…o quasi) in carta pesta riciclata.

Ma torniamo indietro un attimo e vediamo per bene la questione.

Martin Myerscough è un inglese purosangue, proprietario della Green Bottle LTD azienda specializzata nella produzione di contenitori per liquidi. Encomiabile per il suo operato perchè sta proponendo una serie di recipienti per tutti i prodotti d’uso domestico comune, dal latte al detersivo, in materiale riciclabile.

Poi un giorno il nostro Martin, vedendo i dati relativi alle difficoltà di smaltimento delle bottiglie di plastica nel Regno Unito, pensa a creare qualcosa in più: una bottiglia composta di carta pesta riciclata con un’anima interna in plastica biodegradabile… quella fatta con l’amido di mais per intenderci.

Idea bellissima, si penserà… Finalmente una bottiglia che si può mettere sul proprio composter in giardino o che si può affiancare al rifiuto umido domestico con meno sensi di colpa rispetto alle sorelle in plastica normale.

Un colpo di genio se non per un fatto. Per prodotti freschi a consumo rapido, ad esempio latte, acqua minerale, succhi di frutta etc, l’idea è notevole: ricalca un po’ i prodotti già utilizzati, ma migliora sensibilmente la biocompatibilità del recipiente e permette di eliminarlo senza grossi pensieri.

La cosa che stride un attimo riguarda il fatto che questa bottiglia sia stata proposta anche per la distribuzione e la conservazione del vino…

Ora, che il Regno Unito non sia mai stato famoso per i suoi vini penso sia una notizia abbastanza diffusa… Basta un’occhiata veloce agli annali delle etichette migliori al mondo per vedere che i vini di sua Maestà non brillano di particolare luce. Tutto questo fa pensare al perchè l’idea di conservare un vino in plastica, bevanda “viva” fino al suo arrivo sul bicchiere, sia potuta arrivare da un’azienda d’oltremanica.

A parte gli scherzi…

Ottima l’idea di un contenitore biocompatibile, che tra l’altro sarebbe più leggero rispetto al vetro (circa l’80% di peso in meno) e permetterebbe di risparmiare qualche soldino al consumatore finale tra spese di trasporto e materiali utilizzati.

Bisognerebbe però spiegare che il vetro resta ancora una delle materie migliori per la conservazione del vino, è riciclabile e riutilizzabile al 100% per infinite volte, non altera il sapore ed il colore e dona alla bottiglia un fascino particolare: vuoi mettere durante una cena romantica il riflesso delle candele sulla vostra bottiglia rispetto alla carta pesta??

Dunque: Carta o Non Carta?? Questo è il problema…

A voi l’ardua decisione per la prossima bottiglia di vino (…buona speriamo) che acquisterete.

♣♣♣

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Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
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