Vi raccontiamo una storia: lo Syrah (o Shiraz)

Il grappolo di Syrah

Vi raccontiamo una storia…

Una storia legata ad un vigneto nobile di origine mediorientale che ben si è adattato alle regioni mediterranee: lo Syrah.

E vorremmo legarlo al nostro bordolese I.G.T. Rosso del Veneto Sarco (2007): il blend di Cantina La Costa. La morbidezza del Merlot, il fresco tannino del Cabernet Sauvignon e la nota di frutti rossi dello Syrah vi accompagneranno in questa lettura.

Lo Syrah

La regione di Fars, dove i monti Zagros arrivano quasi al Golfo Persico, era nota con il romantico nome di Porte della Persia. L’antico centro commerciale di Persepoli non esisteva più, ma Shiraz aveva preso il suo posto; oggi il suo nome è anche quello di una delle uve più nobili. Shiraz (o Syrah N.d.R), a 1500 metri di altitudine, ma a soli 150 chilometri dal mare, aveva la giusta combinazione di fattori per diventare una località vinicola di successo: condizioni abbastanza favorevoli alla vite ed un buon sbocco sul mercato.

Già nell’800 d.C. il poeta bacchico Abu Nuwas scriveva: “Per i Persiani, il Paradiso si chiama Khoullar”, alludendo ad un villaggio nei monti vicino a Shiraz. La regione forniva a Bagdad, dove regnavano i Califfi. Poi le sue esportazioni diminuirono e se ne sa poco fino al XVII° secolo quando cominciarono ad arrivare i mercanti europei che facevano ottimi affari esportando vino di Shiraz in India. La cosa più notevole è che nel 1677, il vino era trasportato in bottiglie, ricoperte di paglia e imballate in casse per affrontare la traballante discesa  dorso di mulo verso la costa del Golfo. Questo è uno dei primissimi esempi dell’uso regolare di bottiglie per il trasporto del vino.

Gli affari andavano ancora molto bene ne XIX° secolo quando C. J. Wills, medico inglese della compagnia dei telegrafi, riferive che un suo amico e vicino di casa di Shiraz, il mullah Hadji Ali Akbar, gli propose di fare il vino insieme nella sua casa.

“Io non posso fare il vino in casa mia”, disse il mullah, “perché sono un prete maomettano. Ma se lo chiedo agli ebrei sarà ancora peggio, perché sarà pessimo, e io sono un conoscitore. Se invece lo faccio a casa tua, sahib, il vino sarà ottimo e io prenderò due piccioni con una fava. Tutti e due berremo del buon vino e non ci sarà nessuno scandalo”.

Tratto da:
“Il Vino. Storia, tradizioni, cultura” (1991)
Di Hugh Johnson,
Franco Muzzio Editore
 

Vi aspettiamo in Villa Enrico per degustare i nostri vini assieme e per presentarveli in tutta la loro piacevolezza.

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)
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