(Ri)Scoprire il taglio Bordolese, meglio se Bio

Il Cabernet Sauvignon ed il Merlot

Vorrei raccontarvi una storia…

Una di quelle favole che affascinano gli occhi e appagano i sensi!

Il protagonista è un vino: un rosso che riempie gli occhi, con colori tra il rubino e le sfumature di viola, e conquista il palato con le note di frutti rossi e la delicata presenza dei tannini. Stiamo parlando del taglio Bordolese, un vino che nasce dal’unione di due tra i vitigni più famosi in tutto il mondo: il Cabernet Sauvignon ed il Merlot.

Ma è giusto parlare di blend in epoche dove gli uvaggi in purezza sembrano essere predominanti ed i vitigni autoctoni rappresentano le tendenze del momento in molte cantine? Sicuramente si, almeno per gli appassionati che amano scoprire (o riscoprire) vini di altissima qualità e di eccellente struttura.

Il taglio Bordolese, lo dice la parola stessa, si sviluppa nella Francia del Sud attorno alla città che rappresenta una delle capitali mondiali del vino –  Bordeaux – grazie a  famosi enologi francesi, ma non solo…

In realtà il Bordolese nasce innanzitutto in vigna da un’intuizione molto pratica degli agronomi. Le uve del Merlot maturano con un attimo di anticipo rispetto ai Cabernet, permettendo l’arrivo dei grappoli nelle cantine in due momenti differenti. Da qui la possibilità di vinificare le singole uve dedicando loro la massima attenzione e permettendo il dosaggio migliore in base alle caratteristiche dei singoli vini.

Il Bordolese non è comunque solo il frutto di questa unione in cantina… E’ anche un vino affascinante che sa sposare il fruttato e la morbidezza del Merlot con la struttura forte e la presenza dei tannini del Cabernet Sauvignon. Un matrimonio così ben riuscito da essere divenuto uno dei modelli più apprezzati e stimati in tutto il mondo.

Inoltre i vini Bordolesi presentano una qualità non di poco conto. Le vigne da cui nascono sono di matrice molto più resistente rispetto ad altre varietà, per quanto riguarda malattie e patologie della pianta. Un’origine di stampo rustico che, per di più, si affina e migliora con l’avanzare dell’età della pianta. Tutto questo permette, se applicati da aziende certificate, interventi meno invasivi sulle piante e vigneti che splendono comunque in salute. In due parole: Coltivazioni Biologiche.

Lasciatevi dunque tentare da un vino di stampo nobile e dedicate un attimo del vostro tempo a riscoprire il taglio Bordolese, meglio se Bio….

Ne varrà sicuramente la pena!

Rodolfo Moro
Cantina “La Costa”
Villa Enrico
Fara Vicentino (VI)
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